La produttività dell’allevamento inizia dal progetto della stalla
Gli aspetti costruttivi più importanti secondo lo specialista Pierluigi Navarotto
Le strutture hanno una diretta influenza sulle rese di latte e sullo stato sanitario delle bovine
La più evidente evoluzione costruttiva del ricovero esterno che ospita i bovini per la produzione di latte consiste nel fatto che le stalle moderne sono diventate via via sempre più aperte, ma questa caratteristica non deve far pensare che la qualità costruttiva del fabbricato abbia perso di importanza.
Pendenza del tetto e peso della struttura? «Sono due gli elementi progettuali alla base di una buona costruzione», afferma Pierluigi Navarotto, ordinario di Ingegneria applicata alle produzioni animali all’Università di Milano. «Le stalle classiche presentano una pendenza delle falde del tetto non superiore al 10%, mentre per assicurare una buona ventilazione grazie al cosiddetto “effetto camino”, la pendenza del tetto dovrebbe arrivare al 30 e anche al 40%.
Il secondo punto riguarda il peso, che influenza direttamente l’inerzia termica, cioè la capacità della stalla a smorzare i flussi termici.
Determinante risulta lo spessore e la tipologia dei materiali usati nella costruzione.
Infatti le strutture leggere in acciaio, del peso di 2530 kg/mq, se ben realizzate, riescono a coibentare ma, essendo prive di inerzia termica, non intervengono in maniera sufficiente i flussi di calore e quindi possono non garantire il benessere degli animali nei periodi caldi. Ben diverso è invece il comportamento di un capannone pesante, in cemento armato, che con il suo peso di 250300 kg/ mq può mettere a disposizione la sua capacità termica per controllare i flussi di calore mitigando così i picchi della temperatura interna.
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di Roberto Bartolini – Terra e Vita n.47 / 2009














