Latte, un futuro senza quote ma con efficaci reti di sicurezza

apr 13, 2010 by Filiera

400 esperti a confronto sul futuro del lattiero-caseario.
Chiesta più trasparenza

La Conferenza di Bruxelles sul futuro del latte in Europa svoltasi di recente ha messo insieme oltre 400 esperti di tutti i comparti della catena di approvvigionamento dei prodotti lattierocaseari oltre a esponenti politici e amministrativi.
Gli esiti della conferenza verranno utilizzati per le decisioni che la Commissione dovrà assumere e proporre al consiglio dei Ministri agricoli dal prossimo maggio.
Per Dacian Ciolos, commissario agricolo Ue, i prezzi hanno cominciato ad avere dalla fine dello scorso anno una fluttuazione più fisiologica e accettabile, ma non per questo non bisogna preoccuparsi del futuro del settore.
Infatti il mantenimento di questa attività senza soluzione di continuità nel territorio europeo è un grosso problema e molte regioni, a volte remote, non potrebbero vivere senza la produzione e raccolta del latte.
Ma anche importanti elementi di biodiversità dipendono dalla vitalità dei pascoli destinati all’allevamento dei bovini da latte per cui ogni intervento nel settore lattiero deve tenere conto dell’assetto sociale ed ecologico.
Il Commissario ha quindi evidenziato come gli strumenti a disposizione dell’ocm latte sono stati ampiamente utilizzati in occasione della crisi dimostrando la loro efficacia nel far invertire il negativo andamento di mercato. L’intervento pubblico ha funzionato per la polvere di latte scremato e per il burro, il sistema di ammasso privato per il burro è stato prorogato e le restituzioni all’esportazione sono state attivate contribuendo ad alleggerire i mercati europei dei prodotti trasformati. Oltre al pagamento anticipato degli aiuti diretti della Pac, è stato attivato un importo eccezionale di 300 milioni di euro.
Secondo il Commissario europeo la prima conclusione da trarre è che il sistema dei pagamenti diretti ha dimostrato la sua rilevanza come stabilizzatore dei redditi agricoli e quello degli interventi di mercato come ammortizzatore economico.
Per quanto riguarda l’abolizione del regime delle quote previsto a partire dal 2015, Ciolos ha escluso ogni possibilità di ritornare su questa decisione.
I produttori devono quindi svolgere il loro ruolo di protagonisti nel gioco della domanda e dell’offerta. D’altra parte la crisi che abbiamo vissuto è dipesa dalla diminuzione della domanda ed è chiaro che il regime delle quote nazionali e individuali in atto, non è stato in grado di dare una valida risposta.
Bisogna dunque ridare ai produttori la possibilità di gestire le loro produzioni e, ai giovani allevatori che lo vogliono, di espandere le loro produzioni che ora sono vincolate dalle quote, senza per questo temere che i piccoli produttori scompaiano, visto che già in pieno regime di quote, tra il 1984 e il 2008, hanno cessato la loro attività centinaia di migliaia di aziende.
La Commissione attribuisce poi un ruolo rilevante al rafforzamento delle organizzazioni di produttori il cui potere di contrattazione collettiva è oggi limitato dalle regole della concorrenza per cui occorrerà migliorare il loro potere contrattuale per metterli in grado di parlare da pari a pari con i partner industriali e commerciali.
Inoltre è bene cercare altri modi per far funzionare il mercato in maniera più trasparente in quanto in situazioni, come quelle del latte, i poteri di contrattazione sono molto differenti.
Le domande che si pone infine la Commissione riguardano le eventuali deroghe alle regole di concorrenza, da concedere ai produttori in via temporanea o permanente; la possibilità poi per i produttori di unirsi in organizzazioni più grandi del solito per essere alla portata dei loro mercati e quale dev’essere la natura dei contratti per fronteggiare meglio la concorrenza.
Gli esperti hanno evidenziato che le prospettive sul mercato lattierocaseario sono più ottimistiche rispetto all’anno scorso. Inoltre si prevede un recupero dell’export mondiale di lattierocaseari e una rapida crescita soprattutto della domanda per tutti i prodotti ad elevato valore aggiunto. Tuttavia, ha concluso JeanLuc Demarty, direttore generale agricoltura e presidente del Gruppo di alto livello per il latte, l’orientamento al mercato comporta anche variabilità dei prezzi e volatilità del reddito.
In tale contesto, una ripartizione più trasparente ed equa del valore aggiunto tra gli operatori di mercato dovrà essere presa in considerazione.

di Giuseppe Fugaro – Terra e Vita n.14/2010

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