Per pianificare calori e inseminazioni

apr 5, 2010 by Filiera

Quale strategia scegliere per gestire a regola d’arte la riproduzione. Protocolli a confronto

Un lungo intervallo tra i parti è uno dei principali problemi nella gestione della riproduzione. Le ragioni spaziano da problemi di salute della bovina (con aborti, insuccesso dell’inseminazione, metriti, ecc), a errori tecnici, fino a errori di protocollo e programmazione del percorso riproduttivo.
Per effettuare la “migliore scelta possibile” per la propria azienda, occorre affrontare una serie di passi che portano a capire gli obiettivi concreti e raggiungibili, e gli errori eventualmente commessi.

UN TORO IN AZIENDA PER INTEGRARE L’I.A.
La prima domanda da porsi è come effettuare l’ inseminazione: naturale o artificiale? Un recente studio pubblicato nel 2009 (F.S. Lima e colleghi, Department of Large Animal Clinical Sciences, College of Veterinary Medicine, e Department of Animal Sciences, Gainesville University of Florida) ha messo a confronto l’efficienza riproduttiva di un migliaio di bovine Holstein, distribuite in più di 10 allevamenti del Nord della Florida (Usa). Scopo della ricerca era stabilire quali delle due metodologie avesse maggior probabilità di successo.
I dati disponibili in Usa mostrano che la monta naturale è piuttosto diffusa, specialmente quando i tentativi di inseminazione artificiale falliscono.
Ad esempio, l’84% degli allevatori della California ricorre anche alla monta naturale, come componente integrativa del loro programma riproduttivo, e così agiscono anche molte aziende nel Nordest degli Stati Uniti (percentuali variabili tra il 55 e il 74% delle Aziende, a seconda delle località).LEGGI TUTTO:pianificare-calori-inseminazioni

di Roberta Sguerrini – Informatore Zootecnico n.4/2010

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