Frumento tenero, per i listini è l’ora della modernizzazione

ago 31, 2010 by Filiera

Categorie ben definite e parametri oggettivi indipendenti dallo specifico raccolto

Prendiamo spunto da un recente articolo apparso su Terra e Vita (“Pane al pane, grano al grano” TV n°28 del 17/07/10) per avviare un necessario dibattito sul ruolo e il funzionamento delle quotazioni delle materie prime agricole in Italia, con particolare riferimento al frumento tenero.
Nell’articolo citato si mette in dubbio l’opportunità di dare una definizione qualitativa del frumento tenero compatibile con il suo utilizzo da parte dell’industria di trasformazione ovvero di quotare il frumento “panificabile”.
Tale posizione vienemotivata dal fatto che, da un anno all’altro, ovvero a ogni nuovo raccolto, la qualità media del frumento varia in funzione dei capricci del tempo e non è facilmente controllabile dall’agricoltore che lo produce.
Vero, anzi verissimo.
Ma, e con questo? O, per meglio dire, qual è l’obiettivo che ci prefiggiamo nell’organizzare un listino per quotare il frumento e, più in generale, le materie prime agricole? LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO: frumento-tenero-modernizzazione-listini

di Andrea Campiglio – Terra e Vita n.31-32/2010

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