Psr, in pista un Piano nazionale contro il disimpegno automatico

ago 31, 2010 by Filiera

2007-2013 – Ddl alla Camera a settembre. Difficile “salvare” la prima tranche

Il disegno di legge per la formulazione del Programma nazionale di sviluppo rurale verrà discusso dalla Camera dei deputati in una delle prime riunioni di settembre 2010 dopo la pausa estiva. La commissione Agricoltura della Camera ha licenziato il testo definitivo della proposta di legge di cui è primo firmatario Paolo Russo, presidente dell’organismo parlamentare Il provvedimento dovrebbe così aggirare la norma comunitaria dello svincolo automatico delle somme non utilizzate per gli interventi previsti dai Programmi di sviluppo rurale regionali, dopo il secondo anno dal loro impegno sul bilancio comunitario.
L’idea del Programma nazionale di cui al disegno di legge, è nata all’indomani del forte richiamo lanciato dal ministro Giancarlo Galan e dalministro Tremonti alle regioni che alla fine del 2010 non hanno completamento speso gli stanziamenti loro assegnati che rischiano il disimpegno automatico.
Il disegno di legge comunque difficilmente riuscirà a evitare il disimpegno della prima parte dei fondi dei Psr 2007/2013, che torneranno a Bruxelles il 31 dicembre 2010.
Infatti il ddl dovrà essere approvato prima dalla Camera e poi dal Senato e solo una volta divenuto legge potranno essere avviate le procedure per la formulazione del Piano nazionale che comportano la concertazione con le Regioni e il parere della Conferenza Stato-Regioni.
Tuttavia la norma contenuta nel disegno di legge, una volta approvata potrà essere applicata per i prossimi due anni di attuazione dei Psr 2007/2013 e, in particolare, per evitare i successivi disimpegni che scatteranno dal 2011 al 2014. Il disegno di legge è costituito da un solo articolo che punta alla formulazione del Piano nazionale con una dotazione finanziaria complessiva costituita dalle somme inutilizzate dalle regioni.
Il contenuto del Piano nazionale dovrebbe essere costituito dalle azioni previste nei piani regionali, ma che non sono state ancora finanziate dalle regioni stesse.
Intanto i dati del secondo trimestre 2010 diffusi dalla rete nazionale rurale sullo stato di attuazione dei Psr hanno evidenziato una sostenuta ripresa dei pagamenti. Il monitoraggio del primo trimestre aveva infatti evidenziato che alla data del 31 marzo 2010 si correva il rischio di perdere ben 615 milioni di euro e con essi una analoga cifra di aiuti nazionali regionali per cui circa 2.500 milioni di euro di investimento rischiavano di non poter essere realizzati.
I forti richiami, prima del Ministro Giancarlo Galan e subito dopo di Giulio Tremonti, hanno contribuito a smuovere le Amministrazioni regionali, per cui alla fine del secondo trimestre e cioè al 31 luglio 2010 il rischio disimpegno automatico era riferibile a circa 520 milioni di euro di fondi comunitari, ma di questi i quattro quinti, erano riferiti alle regioni meridionali che insieme avevano ridotto il rischio di disimpegno solo per circa 40 milioni di euro.
Al riguardo rimane ancora preoccupante la situazione della Puglia con oltre 125 milioni di euro di aiuti comunitari a rischio di essere persi definitivamente alla fine del 2010. Seguono la Sicilia e la Campania con circa 87milioni ciascuna a rischio e quindi la Calabria con circa 80milioni di euro.
I dati a fine giugno però non tenevano conto dei pagamenti in corso che erano stati effettivamente accelerati con procedure specifiche e straordinarie per cui la Rete Rurale Nazionale ha ritenuto di diffondere i risultati di unmonitoraggio effettuato a fine luglio su dati Agea e quindi su pagamenti, con ogni probabilità, disposti ma non ancora andati a buon fine con la disponibilità sui conti dei beneficiari.
Il risultato di questo monitoraggio evidenzia infatti che nel solo mese di luglio 2010 le somme comunitarie a rischio disimpegno automatico si sono ridotte del 10% passando a 468 milioni di euro e che nel solo mese di luglio sono stati erogati fondi comunitari per 61 milioni di euro.
Ormai però il pericolo riguarda quasi completamente le cinque regioni meridionali compresa la Sicilia che hanno erogato solo il 9,8% degli aiuti comunitari di cui ai Psr 2007/2013.
Tra le regioni più virtuose si nota la Sardegna che, nel solo mese di luglio, ha effettuato pagamenti di aiuti su fondi comunitari per circa 31 milioni di euro.
Seguono Emilia Romagna (con pagamenti Feasr pari a 7,1 milioni di euro e la Campania solo con 3 milioni di euro) e la Sicilia con 4,3 milioni di euro
Gli ultimi mesi dell’anno saranno quindi decisivi per evitare alle Regioni con maggior ritardo di veder ritornare a Bruxelles i fondi in precedenza assegnati.

di Giuseppe Fugaro – Terra e Vita n.33-34/2010

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