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	<title>Filiera AQ - Notizie</title>
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	<description>Il Magazine on-line di Filiera AQ</description>
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		<title>Tendenze dei mercati e prezzi agricoli</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2012/01/tendenze-dei-mercati-e-prezzi-agricoli-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Frumento tenero favorito dall’euro debole la riapertura dopo le festività subisce molto l’effetto della borsa parigina e dell’evoluzione decisamente al rialzo di quest’ultima. Anche sul fronte estero i prezzi (originari in dollari) schizzano per effetto valutario e la conseguenza è un consistente rialzo delle quotazioni su tutte le piazze italiane, che però dovrà essere confermato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Frumento tenero favorito dall’euro debole</strong></p>
<p>la riapertura dopo le festività subisce molto l’effetto della borsa parigina e dell’evoluzione decisamente al rialzo di quest’ultima. Anche sul fronte estero i prezzi (originari in dollari) schizzano per effetto valutario e la conseguenza è un consistente rialzo delle quotazioni su tutte le piazze italiane, che però dovrà essere confermato già dalle prossime sessioni di borsa.</p>
<p>L’attività commerciale è molto influenzata da questa brusca ripresa che potrebbe mantenersi in caso di ulteriore indebolimento dell’euro e conseguente rincaro di tutte le alternative extra Eu-27, Mar Nero incluso. Bologna vede rincari da 5 a 10 €/t; Milano da 3 a 10 €/t, ma con quotazioni più elevate per i nazionali di forza, già allineati alle alternative Europee</p>
<p><strong>LEGGI ALTRE ANALISI E CONSULTA I LISTINI:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/tendenze-mercati-prezzi-agricoli-1.pdf">tendenze-mercati-prezzi-agricoli-1</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.2/2012</strong></p>
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		<title>Infestazioni precoci sui frumenti, meglio anticipare gli interventi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lolium nell’Emilia orientale, Cirsium al centro, Veronica e addirittura papavero al Sud &#160; Pioggia al Nord, siccità al centro, caldo al sud. Non conviene aspettare il classico timing del post-emergenza &#160; Nuovi prodotti, ma anche nuovi problemi. Da una parte l’attività di ricerca delle multinazionali del settore semplifica la pratica del diserbo del frumento e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/frumento-infestazioni-precoci.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3396" title="frumento-infestazioni-precoci" src="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/frumento-infestazioni-precoci.jpg" alt="" width="255" height="168" /></a></p>
<p><strong>Lolium nell’Emilia orientale, Cirsium al centro, Veronica e addirittura papavero al Sud</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pioggia al Nord, siccità al centro, caldo al sud. Non conviene aspettare il classico timing del post-emergenza</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nuovi prodotti, ma anche nuovi problemi. Da una parte l’attività di ricerca delle multinazionali del settore semplifica la pratica del diserbo del frumento e degli altri cereali vernini con sempre nuove formulazioni cross-spectrum e one-pass.</p>
<p>Dall’altra l’imprevedibilità del clima vanifica l’aspirazione di risolvere la questione infestanti con un unico passaggio e rende più difficile l’individuazione del momento giusto per l’intervento.</p>
<p>In molti areali cerealicoli italiani si sono infatti verificate (si vedano gli articoli di Denis Bartolini sul numero di Informatore Fitopatologico allegato a questo Terra eVita) particolari condizioni che determinano la presenza precoce di pesanti infestazioni, soprattutto di dicotiledoni, che obbligano ad anticipare l’entrata in campo delle irroratrici.</p>
<p>Negli interventi che seguono cerchiamo di monitorare la situazione dei diserbi del frumento tenero e duro nei principali areali produttivi italiani.<strong> LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/frumento-infestazioni-precoci.pdf">frumento-infestazioni-precoci</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.2/2012</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dalla Manovra Monti novità per le deduzioni Irap</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ridotto a 1.000 euro il limite per i trasferimenti di contante &#160; L’art. 2 della cosiddetta manovra “salva Italia” (Dl. n. 201/2011, conv. dalla L. 22/12/2011, n. 214 G. U. n. 300 27/12/2011), contiene due disposizioni riferite all’Irap. Anzitutto, dal periodo d’imposta 2012 aumentano le deduzioni dalla base imponibile Irap riferite alle assunzioni a tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ridotto a 1.000 euro il limite per i trasferimenti di contante</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’art. 2 della cosiddetta manovra “salva Italia” (Dl. n. 201/2011, conv. dalla L. 22/12/2011, n. 214 G. U. n. 300 27/12/2011), contiene due disposizioni riferite all’Irap.</p>
<p>Anzitutto, dal periodo d’imposta 2012 aumentano le deduzioni dalla base imponibile Irap riferite alle assunzioni a tempo indeterminato di dipendenti di età non superiore a 35 anni, ovvero di donne di qualunque età, con importi maggiori a favore delle imprese che operano nelle regioni meridionali.</p>
<p>Nel prospetto pubblicato a fianco, abbiamo riportato i vecchi e nuovi importi deducibili ai sensi del novellato art. 11, comma 1, lettera a), n. 2 e 3, che spettano anche ai produttori agricoli.</p>
<p>L’intento è, ovviamente, quello di incentivare l’assunzione stabile, da parte delle imprese, di quei soggetti sui quali pesano maggiormente le percentuali di disoccupazione.</p>
<p>L’altro provvedimento contenuto nel citato art. 2, consiste nella possibilità, a decorrere dal periodo d’imposta 2012, di dedurre dal reddito d’impresa e dall’Ires, un importo pari all’Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni già spettanti.</p>
<p>I produttori agricoli individuali, quindi, potranno beneficiare di questa deduzione solo se titolari di redditi d’impresa nell’ambito di attività per le quali si avvalgono di personale dipendente: ad esempio, nell’ambito di allevamenti eccedentari o di attività connesse.</p>
<p>La norma contiene anche una disposizione di coordinamento con la possibilità, già prevista dall’art. 6 del Dl. n. 185/2008, didedurre forfettariamente il 10%dell’Irap versata qualora, alla formazione della base imponibile, avessero concorso spese per il personale dipendente o interessi passivi a prescindere dall’effettivo importo sostenuto per tali oneri. Secondo quanto previsto dall’art. 2, a partire dal periodo d’imposta 2012, la deducibilità del 10% sarà limitata all’imposta forfettariamente riferita alla sola quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati.<strong>LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/deduzioni-irap3.pdf">deduzioni-irap</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.2/2012</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Doppia tassa sui fabbricati rurali in attesa della rendita autonoma</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2012/01/doppia-tassa-sui-fabbricati-rurali-in-attesa-della-rendita-autonoma/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarebbe opportuno distinguere gli immobili di cui il contribuente è soltanto proprietario &#160; Entro il 30 /11/2012 tutti gli edifici fuori dal catasto terreni &#160; Il suggerimento di chiedere la variazione di accatastamento dei fabbricati in D/10 o in A/6 è stato da tempo rivolto ai proprietari di fabbricati in possesso dei richiesti requisiti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/doppia-tassa-fabbricati-rurali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3385" title="doppia-tassa-fabbricati-rurali" src="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/doppia-tassa-fabbricati-rurali.jpg" alt="" width="255" height="168" /></a></p>
<p><strong>Sarebbe opportuno distinguere gli immobili di cui il contribuente è soltanto proprietario</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Entro il 30 /11/2012 tutti gli edifici fuori dal catasto terreni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il suggerimento di chiedere la variazione di accatastamento dei fabbricati in D/10 o in A/6 è stato da tempo rivolto ai proprietari di fabbricati in possesso dei richiesti requisiti di ruralità in quanto strumentali alla coltivazione del fondo o destinati ad abitazione rurale, ma diversamente accatastati.</p>
<p>Infatti, la Cassazione (Cass. n. 15321/2008, Sezioni Unite n. 18565/2009 e analoghe successive) nonostante l’opposto parere dell’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 10933/2010) si era mostrata irremovibile nell’assunto che la ruralità dipenda dall’accatastamento sicché soltanto gli immobili accatastati in D/10 e in A/6 possono (anzi potevano) godere dell’esenzione dall’Ici.</p>
<p>Va anzi precisato, anche a conferma dell’opinione che la manovra “Salva Italia” del governo Monti comporta una doppia tassazione, che solo in senso improprio si può (si poteva) parlare di esenzione in quanto i fabbricati rurali non vengono (non venivano) autonomamente tassati solo perché del loro reddito potenziale si era già tenuto conto nel determinare la rendita (e quindi l’imposizione) dei terreni.</p>
<p>Appunto per questo ancora oggi a molti immobili rurali iscritti nel vecchio catasto e non ancora di fatto passati al nuovo Catasto Fabbricati (istituito con D.L. 30/12/1993 n. 557, convertito dalla legge 26/2/1994 n. 133) non è stato ancora attribuito un autonomo reddito<strong> LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/doppia-tassa-fabbricati-rurali.pdf">doppia-tassa-fabbricati-rurali</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.2/2012</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
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		<title>Accise carburanti, è solo l’inizio</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2012/01/accise-carburanti-e-solo-l%e2%80%99inizio/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vero problema non è l’aumento di 3,5 centesimi, ma la revisione delle agevolazioni Ma che c’entra il censimento con le accise sui prodotti petroliferi? Ebbene, pochi lo sanno, ma i due termini hanno la stessa radice linguistica. Chi coltiva la terra sa quanto siano importanti le radici e anche questa non si smentisce, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il vero problema non è l’aumento di 3,5 centesimi, ma la revisione delle agevolazioni</strong></p>
<p>Ma che c’entra il censimento con le accise sui prodotti petroliferi?</p>
<p>Ebbene, pochi lo sanno, ma i due termini hanno la stessa radice linguistica.</p>
<p>Chi coltiva la terra sa quanto siano importanti le radici e anche questa non si smentisce, perché in latino la parola “census” ha almeno due significati, quello di censimento (registrazione dei cittadini) e quello di tassa (sulla base delle ricchezze possedute).</p>
<p>Le accise sui carburanti rappresentano da quasi 80 anni uno dei sistemi più sbrigativi per fare cassa: dal Regno alla Repubblica è cambiata la frusta, ma il somaro – per usare un’immagine popolare – è sempre lo stesso.</p>
<p>Già, perché le accise attuali (v.Tab.) comprendono ancora la quota straordinaria per finanziare l’assurda guerra d’Etiopia del 1935, passando per tutte le dolorose emergenze che hanno segnato la storia del nostro Paese dal dopoguerra a oggi.</p>
<p>L’ultima botta, la più consistente in valore assoluto, deriva come sappiamo dalla manovra finanziaria varata dal governo Monti, che già nel soprannome (decreto Salva Italia) descrive la situazione attuale in tutta la sua drammatica gravità.</p>
<p>È ovvio che la maggior parte di questi interventi erano a tempo indeterminato, per cui, finita l’emergenza, l’accisa è rimasta a beneficio dell’erario, sempre in cerca di nuove entrate per far quadrare il bilancio. <strong>LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/accise-carburanti1.pdf">accise-carburanti</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.2/2012</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Il piccolo coltivatore diretto può versare contributi volontari</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2012/01/il-piccolo-coltivatore-diretto-puo-versare-contributi-volontari/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Se nell’anno effettua meno di 51 giornate come Otd &#160; Nell’ambito del settore agricolo, si definisce lavoratore dipendente colui che fornisce la propria opera manuale, dietro corrispettivo, per la coltivazione di fondi, allevamento di bestiame e/o per attività connesse nei confronti di un’azienda agricola o di altro soggetto che svolga attività agricola. Il contratto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3364" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="contributi-volontari" src="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/contributi-volontari.jpg" alt="" width="321" height="204" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Se nell’anno effettua meno di 51 giornate co</strong><strong>me Otd</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’ambito del settore agricolo, si definisce lavoratore dipendente colui che fornisce la propria opera manuale, dietro corrispettivo, per la coltivazione di fondi, allevamento di bestiame e/o per attività connesse nei confronti di un’azienda agricola o di altro soggetto che svolga attività agricola.</p>
<p>Il contratto di lavoro, art. 21 Ccnl del 25/5/2010 (e la legislazione anche previdenziale) suddivide gli operai dell’agricoltura in Otd (operai a tempo determinato) e Oti (operai a tempo indeterminato): sono Otd (anche braccianti agricoli o giornalieri di campagna) quei lavoratori assunti per l’esecuzione di lavori di breve durata, a carattere saltuario per compiere una fase lavorativa o in sostituzione di operai per i quali esiste il diritto di conservazione del posto; sono Oti (anche salariati fissi) i lavoratori assunti con contratti di lavoro senza scadenza.<strong>LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2012/01/contributi-volontari3.pdf">contributi-volontari</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.2/2012</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Frumento in sensibile ripresa</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2011/12/frumento-in-sensibile-ripresa/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 20:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clima amico e problemi quasi assenti. Campagna partita col piede giusto Tenero stimato attorno ai 600mila ettari e duro previsto a 1,2 milioni di ettari. Non decolla il seme certificato &#160; L’annata cerealicola inizia con il piede giusto. E le superfici investite a frumento appaiono in sensibile aumento. Il clima ha aiutato. Poche piogge, terreni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/frumento-ripresa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3359" title="frumento-ripresa" src="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/frumento-ripresa.jpg" alt="" width="120" height="132" /></a></p>
<p><strong>Clima amico e problemi quasi assenti. Campagna partita col piede giusto</strong></p>
<p><strong>Tenero stimato attorno ai 600mila ettari e duro previsto a 1,2 milioni di ettari. Non decolla il seme certificato</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’annata cerealicola inizia con il piede giusto. E le superfici investite a frumento appaiono in sensibile aumento.</p>
<p>Il clima ha aiutato. Poche piogge, terreni ben preparati e semine effettuate senza problemi hanno portato una ventata di ottimismo in campagna che, una volta tanto, accomuna quasi tutte le componenti agricole.</p>
<p>Al Nord le semine sono praticamente terminate (per il CentroSud si veda riquadro basso) e di grano, che non ha avuto nessun problema di germinazione e di emergenza, se ne vede davvero tanto nelle diverse aree della Pianura Padana.<strong>LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/frumento-ripresa.pdf">frumento-ripresa</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.48/2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Impianti fotovoltaici a terra accatastati in categoria D/10</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 20:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una nota dell’agenzia del Territorio chiarisce definitivamente il problema &#160; L’agenzia del Territorio con la nota del 10 novembre scorso, prot. n. 62002 ha definitivamente chiarito quale debba essere la categoria catastale da attribuire agli impianti fotovoltaici realizzati dagli imprenditori agricoli è la D/10. Sull’accatastamento degli impianti fotovoltaici vi era una posizione notevolmente diversa tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/impianti-fotovoltaici-accatastamento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3355" title="impianti-fotovoltaici-accatastamento" src="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/impianti-fotovoltaici-accatastamento.jpg" alt="" width="152" height="132" /></a></p>
<p><strong>Una nota dell’agenzia del Territorio chiarisce definitivamente il problema</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’agenzia del Territorio con la nota del 10 novembre scorso, prot. n. 62002 ha definitivamente chiarito quale debba essere la categoria catastale da attribuire agli impianti fotovoltaici realizzati dagli imprenditori agricoli è la D/10.</p>
<p>Sull’accatastamento degli impianti fotovoltaici vi era una posizione notevolmente diversa tra l’agenzia delle Entrate e quella del Territorio, infatti mentre la prima sosteneva che gli impianti fotovoltaici ancorchè non facenti parte di una struttura immobiliare fossero impianti e non immobilizzazioni, la seconda con la propria risoluzione n. 3 del 16/11/2008 si orientava invece sulla tesi “&#8230; le centrali elettriche a pannelli fotovoltaici devono essere accertate nella categoria e che nella determinazione della relativa rendita catastale devono essere inclusi i pannelli fotovoltaici, in analogia con la prassi, ormai consolidata, adottata in merito alle turbine delle centrali elettriche”.<strong>LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/impianti-fotovoltaici-accatastamento.pdf">impianti-fotovoltaici-accatastamento</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.48/2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Due opzioni per i pagamenti diretti</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2011/12/due-opzioni-per-i-pagamenti-diretti/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 20:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pac]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[Aiuti a livello nazionale o regionale? Gli Stati decideranno. Cosa cambia Una scelta che dividerà i territori. La ridistribuzione nazionale porterà a un forte spostamento di risorse fra regioni In Lombardia, Veneto, Puglia e Calabria lemaggiori decurtazioni &#160; La nuova Pac 2014-2020 porterà un grande cambiamento nei pagamenti diretti. Le proposte legislative del 12 ottobre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/due-opzioni-pagamenti-diretti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3349" title="due-opzioni-pagamenti-diretti" src="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/due-opzioni-pagamenti-diretti.jpg" alt="" width="255" height="168" /></a></p>
<p>Aiuti a livello nazionale o regionale? Gli Stati decideranno. Cosa cambia</p>
<p>Una scelta che dividerà i territori. La ridistribuzione nazionale porterà a un forte spostamento di risorse fra regioni In Lombardia, Veneto, Puglia e Calabria lemaggiori decurtazioni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nuova Pac 2014-2020 porterà un grande cambiamento nei pagamenti diretti.</p>
<p>Le proposte legislative del 12 ottobre 2011 vanno in una triplice direzione: ridistribuzione, ridefinizione e sostegno più mirato.</p>
<p>La ridefinizione e il sostegno più mirato significano una nuova modalità di erogazione del sostegno, che sarà basata su sei tipologie di pagamenti diretti:</p>
<p>1) pagamento di base (obbligatorio);</p>
<p>2) pagamento ecologico o greening (obbligatorio);</p>
<p>3) pagamento alle aree svantaggiate (facoltativo);</p>
<p>4) pagamento ai giovani agricoltori (obbligatorio);</p>
<p>5) pagamento ai piccoli agricoltori (obbligatorio);</p>
<p>6) pagamento accoppiato per settori strategici (facoltativo). <strong>LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/due-opzioni-pagamenti-diretti.pdf">due-opzioni-pagamenti-diretti</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.48/2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alimenti e mangimi nella Ue Si rafforza il sistema di allarme</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2011/12/alimenti-e-mangimi-nella-ue-si-rafforza-il-sistema-di-allarme/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 20:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mangimi]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>

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		<description><![CDATA[La relazione annuale 2010 indica un aumento dell’8% delle notifiche Il sistema istituito dall’Ue per lo scambio rapido di informazioni sui rischi associati agli alimenti e mangimi, che è uno strumento prezioso, soprattutto in tempi di crisi, è diventato ancora più importante nel 2010 secondo il rapporto annuale dedicato ad esso. La relazione annuale 2010 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La relazione annuale 2010 indica un aumento dell’8% delle notifiche</strong></p>
<p>Il sistema istituito dall’Ue per lo scambio rapido di informazioni sui rischi associati agli alimenti e mangimi, che è uno strumento prezioso, soprattutto in tempi di crisi, è diventato ancora più importante nel 2010 secondo il rapporto annuale dedicato ad esso.</p>
<p>La relazione annuale 2010 sul sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi, conosciuto con l’acronimo Rasff, indica che sono state complessivamente 3.358 le notifiche fatte da parte degli Stati membri.</p>
<p>Questo dato rappresenta un aumento dell’8% rispetto al 2009, quando il numero di notifiche era stato leggermente inferiore a 3.000.<strong> LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/alimenti-mangimi-sistema-allarme.pdf">alimenti-mangimi-sistema-allarme</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.48/2011</strong></p>
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		<title>Versamento acconto Iva entro il 27 dicembre</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
				<category><![CDATA[scadenze]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre possibilità di calcolo, ma il più affidabile è quello “storico” Entro il 27 dicembre deve essere versato l’acconto Iva, esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite gli intermediari abilitati. Nel settore “erario” del modello F24 va indicato il codice tributo “6013” per i contribuentimensili, e “6035” per quelli trimestrali. Per la determinazione dell’acconto i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tre possibilità di calcolo, ma il più affidabile è quello “storico” </strong></p>
<p><strong>Entro il 27 dicembre deve essere versato l’acconto Iva, esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite gli intermediari abilitati.</strong></p>
<p>Nel settore “erario” del modello F24 va indicato il codice tributo “6013” per i contribuentimensili, e “6035” per quelli trimestrali.</p>
<p>Per la determinazione dell’acconto i contribuenti hanno a disposizione tre sistemi.<strong>LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/scadenze.pdf">scadenze</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.50/2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aumentano gli estimi, ma quanto?</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2011/12/aumentano-gli-estimi-ma-quanto/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[estimi catastali]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[imu]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>
		<category><![CDATA[terreni agricoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Pagheranno anche i fabbricati rurali, sinora esenti. Catania: no alla terra come bene-rifugio «Stiamo cercando disperatamente di fare qualche aggiustamento per l’Imu nei terreni agricoli, studiando due diverse fiscalità; ne ho parlato ieri con il vice ministro Grilli». Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Mario Catania, intervenuto al Consiglio nazionale di Fedagri-Confcooperative, sottolineando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pagheranno anche i fabbricati rurali, sinora esenti. Catania: no alla terra come bene-rifugio</strong></p>
<p>«Stiamo cercando disperatamente di fare qualche aggiustamento per l’Imu nei terreni agricoli, studiando due diverse fiscalità; ne ho parlato ieri con il vice ministro Grilli».</p>
<p>Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Mario Catania, intervenuto al Consiglio nazionale di Fedagri-Confcooperative, sottolineando ancora una volta il sacrifico a cui è chiamato il settore primario nella manovra finanziaria. «Vorrei che si concretizzasse e quindi scriverlo nei testi, la possibilità di fare una differenziazione per la fiscalità immobiliare dei terreni tra chi è solamente proprietario e chi invece è proprietario e conduttore, perché in questo caso la terra è davvero un mezzo di produzione e non un bene rifugio ».</p>
<p>Il ministro ha anche detto che non è possibile fare una valutazione dell’impatto che l’Imu avrà in agricoltura. «Sappiamo solo che la valutazione dei terreni è maggiorata del 30%, con un moltiplicatore che passa da 75 a 120, mentre i fabbricati rurali che erano esenti oggi pagheranno ».<strong> LEGGI TUTTO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/aumento-estimi.pdf">aumento-estimi</a></strong></p>
<p><strong>Da Terra e Vita n.50/2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Piccoli coltivatori diretti assegni familiari via web</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
				<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[assegni familiari]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1° gennaio 2012 cambia l’invio della domanda &#160; L’Inps con la circolare n. 149 del 22 novembre scorso ha ribadito che a partire dal 1° gennaio 2012 le domande per richiedere gli assegni familiari per i piccoli coltivatori diretti dovranno essere presentate solo telematicamente attraverso il web (con Pin di autentificazione), i patronati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 1° gennaio 2012 cambia l’invio della domanda</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Inps con la circolare n. 149 del 22 novembre scorso ha ribadito che a partire dal 1° gennaio 2012 le domande per richiedere gli assegni familiari per i piccoli coltivatori diretti dovranno essere presentate solo telematicamente attraverso il web (con Pin di autentificazione), i patronati e il contact center digitando il numero verde 803.164.</p>
<p>Fino al 31 dicembre sarà possibile presentare le domande anche attraverso i canali tradizionali.b Il piccolo coltivatore diretto che invierà la domanda tramite web è tenuto a completare una serie di pannelli dove dovranno essere introdotte tutte le informazioni ritenute indispensabili alla presentazione della domanda. Nella sezione “dati richiedente” i dati anagrafici dell’interessato sono precompilati dalla procedura, mentre il dato riguardante lo stato civile dovrà essere inserito dall’interessato. In questa sezione dovrà essere anche indicato almeno un recapito telefonico, fisso o cellulare, o un indirizzo email dove l’Inps potrà inviare le proprie comunicazioni.</p>
<p>Dovranno in questa sezione essere riportati i redditi conseguiti dal richiedente nei due anni precedenti a quello in cui viene presentata la domanda. Nella “sezione composizione nucleo familiare e beneficiari” andranno inseriti i dati relativi ai componenti il nucleo familiare. Solo per alcune categorie di beneficiari è prevista la compilazione di dichiarazioni aggiuntive.</p>
<p>Inoltre per ogni componente familiare o beneficiario degli assegni che verrà indicato nella domanda, si dovranno riportare i redditi mensili, se esistenti, relativi all’anno di presentazione, oltre ai redditi annuali dei due anni precedenti a quello in cui è stata presentata la domanda.</p>
<p>Il terzo campo da compilare è quello relativo alla “sezione dichiarazione di responsabilità del richiedente” che deve essere compilata obbligatoriamente. Nella “sezione dati di pagamento” dovrà essere indicato il modo con cui dovranno essere pagati gli assegni per il nucleo familiare. Infine c’è la “sezione riepilogo dei dati inseriti” dove verranno riepilogati i dati acquisiti.</p>
<p>Una volta che i dati verranno confermati sarà possibile stampare sia la ricevuta della presentazione della domanda sia il modello Prest/Agr 21 TP AF (Cod. SR76) compilato.</p>
<p>Selezionando la funzione “Consultazione domande” si potranno visualizzare la lista delle richieste già inoltrate o da inoltrare all’Inps, per: ristampare il dettaglio delle domande protocollate ed inviate; ristampare la ricevuta della domanda; visualizzare, prima di procedere all’invio, la domanda “in bozza” che è stata compilata e non ancora inviata.<strong>SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/assegni-famigliari-web.pdf">assegni-famigliari-web</a></strong></p>
<p><strong>DA Terra e Vita n.50/2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prezzi e tendenze dei mercati</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2011/12/prezzi-e-tendenze-dei-mercati-4/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prezzi e tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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		<description><![CDATA[Ultimi sette giorni di contrattazioni caratterizzati dalla festività infrasettimanale dell’8 dicembre. In concomitanza del giorno festivo e del successivo ponte, in diversi centri, si è manifestato un rallentamento degli scambi. &#160; FRUMENTI RIFLESSIVI Per quanto concerne il frumento nazionale, sia tenero sia duro, il mercato ha mostrato un andamento riflessivo con quotazioni cedenti in diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimi sette giorni di contrattazioni caratterizzati dalla festività infrasettimanale dell’8 dicembre.</p>
<p>In concomitanza del giorno festivo e del successivo ponte, in diversi centri, si è manifestato un rallentamento degli scambi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FRUMENTI RIFLESSIVI</strong></p>
<p>Per quanto concerne il frumento nazionale, sia tenero sia duro, il mercato ha mostrato un andamento riflessivo con quotazioni cedenti in diverse piazze.</p>
<p>Diverso il trend del granturco Ibrido Nazionale che, nonostante la debolezza della domanda, a fronte di un’offerta limitata, ha evidenziato recuperi.</p>
<p>Listini cedenti per i risoni, con un valore medio sceso a 346,90 €/t (1,71% sul precedente di calendario): nel dettaglio, fra tutte le tipologie rilevate, quella che ha mostrato la diminuzione più evidente è stata la varietà Roma (2,69%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BOVINI POSITIVI</strong></p>
<p>Settimana all’insegna del segno positivo per le quotazioni dei vitelloni (Modena e Padova) mentre risulta in lieve in calo il valore dei baliotti pezzati neri. Sempre a Modena anche i vitelli pezzati registrano un calo dopo l’aumento della scorsa settimana.</p>
<p>Le prossime settimane saranno caratterizzate da macellazioni a pieno ritmo prima del rallentamento che potrebbe verificarsi verso fine anno.</p>
<p>Per i tagli si è registrato il recupero previsto per mezzene e anteriori mentre per i tagli di vitello si è registrato un adeguamento al rialzo per mezzene e busti di qualità inferiore.</p>
<p>Ancora pochi scostamenti sul fronte dei consumi con aspettative poco positive.</p>
<p><strong>LEGGI L&#8217;ARTICOLO COMPLETO:<a href="http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2011/12/prezzi-tendenze.pdf">prezzi-tendenze</a></strong></p>
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		<title>Asciutta quanto deve durare?</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2011/11/asciutta-quanto-deve-durare/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bovini]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[asciutta]]></category>

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		<description><![CDATA[In funzione del continuo e consistenze aumento delle produzioni, da alcuni anni molti allevatori stanno progressivamente riducendo la durata dell’asciutta. Infatti, molti animali arrivano agli ultimi due mesi prima del parto con produzioni superiori ai 20 litri giorni.  Per non perdere tale quantità di latte quindi l’allevatore ritarda la messa in asciutta della bovina che ormai tende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In funzione del continuo e consistenze aumento delle produzioni, da alcuni anni molti allevatori stanno progressivamente riducendo la durata dell’asciutta. Infatti, molti animali arrivano agli ultimi due mesi prima del parto con produzioni superiori ai 20 litri giorni.  Per non perdere tale quantità di latte quindi l’allevatore ritarda la messa in asciutta della bovina che ormai tende a essere più vicina ai 45 se non meno invece dei canoni 60 giorni. La domanda che si sono posti diversi ricercatori del settore è se tale riduzione avesse delle conseguenze sulla sanità e sulla produzione nella successiva lattazione.</p>
<p>Già alcuni lavori italiani avevano dimostrato che, sebbene non vi fossero evidenti effetti sulla sanità, sia la risposta immunitaria sia la produzione erano inferiori nei soggetti che avevano un’asciutta di 45 giorni o meno rispetto ai 60 giorni.</p>
<p>Recentemente all’Università di Washington (Church et al. 2008) è stata effettuata un’indagine confrontando sanità e produzione in 4 diversi allevamenti confrontando lunghezze di asciutta di 60, 45 e 30 giorni. I risultati ottenuti hanno dimostrato che la sanità della mammella non è influenzata dalla durata di asciutta. Il tasso di guarigioni osservato è risultato essere infatti compreso tra 72 e 74% per le tre diverse durate di asciutta. Altrettanto, quando sono state considerate le nuove infezioni dopo parto, il tasso è risultato essere compreso tra 7 e 9%, anche in questo caso senza differenze statisticamente significative.</p>
<p>Le vere differenze sono state osservate quando è stata considerata la produzione. Se infatti gli animali che hanno avuto 60 giorni di asciutta hanno prodotto nella successiva lattazione 11.900 kg di latte, quelli con 45 giorni ne hanno prodotto 11.100 e solo 10.700 quelli con 30 giorni di lattazione, differenza che è risultata statisticamente significativa. La differenza di 1.200 kg corrisponde alla produzione di 60 giorni a una media di 20 kg al giorno. Appare quindi evidente che il potenziale guadagno riducendo l’asciutta a 30 giorni costa il doppio nella successiva lattazione.</p>
<p>Questo lavoro americano conferma quindi le osservazioni fatte anche nel nostro Paese che l’accorciamento dell’asciutta non rappresenta un rischio diretto per la sanità dell’animale, ma le conseguenze a livello produttivo rendono tale pratica dannosa per l’economia dell’allevamento.</p>
<p>A cura di Alfonso Zecconi</p>
<p>Il link per scaricare il riassunto in inglese del lavoro è il seguente: <a href="http://www.mastitalia.org/images/stories/church_2008_abs.pdf">church 08</a></p>
<p><em><strong>Da Mastitis Council Italia</strong> - <a href="http://www.mastitalia.org/" target="_blank">http://www.mastitalia.org/</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prototheca: cerchiamo di fare chiarezza</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2011/11/prototheca-cerchiamo-di-fare-chiarezza/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bovini]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[prototheca]]></category>

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		<description><![CDATA[Prototheca è un’alga e può essere causa di gravi mastiti nelle bovine da latte. Appartengono al genere Prototheca alcune alghe unicellulari incolori simili a lieviti, di cui esistono cinque diverse specie: P. moriformis, P. stagnora, P. ulmea, P. wickerhamii e P. zopfii. Queste ultime due sono responsabili di infezioni negli animali e nell’uomo. Sono microrganismi molto diffusi  negli allevamenti di bovine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prototheca è un’alga e può essere causa di gravi mastiti nelle bovine da latte. Appartengono al genere Prototheca alcune alghe unicellulari incolori simili a lieviti, di cui esistono cinque diverse specie: <em>P. moriformis</em>, <em>P. stagnora</em>, <em>P. ulmea</em>, <em>P. wickerhamii</em> e <em>P. zopfii</em>. Queste ultime due sono responsabili di infezioni negli animali e nell’uomo. Sono microrganismi molto diffusi  negli allevamenti di bovine da latte, in particolare in presenza di cattiva igiene ambientale associata ad elevati tassi di umidità (acque stagnanti e correnti, acque per il lavaggio del tank, impianti di mungitura ma anche lettiere rinnovate raramente).</p>
<p>Le mastiti da Prototheca sono solitamente cliniche ed evolvono in forme croniche, associate ad un innalzamento imponente della conta cellulare nel latte e ad un calo della produzione. Si tratta di mastiti  non trattabili con i principi attivi attualmente presenti sul mercato. Per questa ragione spesso, in caso di infezione da Prototheca, l’allevatore tende ad eliminare l’animale affetto da mastite. Data la gravità delle infezioni e la scarsa possibilità di recupero degli animali, essenziale risulta la prevenzione delle infezioni attraverso una corretta igiene dell’allevamento.</p>
<p>L’infezione della ghiandola mammaria avviene prevalentemente durante gli intervalli tra le  mungiture ed è associata ad un’elevata microbizzazione ambientale da parte di questo microrganismo. Non è tuttavia da trascurare il ruolo svolto da una cattiva igiene di mungitura nella diffusione dell’infezione</p>
<p>Recenti studi hanno evidenziato la possibilità di caratterizzare a livello molecolare o a livello fenotipico i ceppi di Prototheca per poter differenziare ceppi patogeni da ceppi “ambientali” innocui.</p>
<p>In particolare, di P. zopfii , la specie coinvolta nelle mastiti bovine, in natura esistono tre differenti biotipi I, II e III . Solo  P.<em>Prototheca zopfii </em>genotipo II è risultato essere realmente coinvolto nell’eziologia delle mastiti.</p>
<p>Quindi non sempre, in presenza di Prototheca in allevamento, vengono segnalati casi clinici. Questo fenomeno si spiega con il fatto che, come già menzionato,  esistono differenti ceppi di Prototheca, alcuni dei quali assolutamente innocui per gli animali. L’incidenza delle infezioni da Prototheca è estremamente variabile tra allevamenti diversi anche per questo motivo.</p>
<p>In presenza di casi di mastite causata da quest’alga, E’essenziale quindi non dar luogo ad allarmismi eccessivi, ma approcciare il problema analizzando i punti critici della gestione, riducendo le fonti di infezione per gli animali in lattazione, isolando gli animali infetti e mungendoli per ultimi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia: Roesler U., Moller A., Hensel A., Baumann D., Truyen U. Diversity within the currrent algal species Prototheca zopfii: a proposal for two Prototheca zopfii genotypes and description of a novel species, Prototheca blaschkeae sp.nov. International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology (2006), 56, 14199-1425</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>M.Mazzilli</p>
<p><em><strong>Da Mastitis Council Italia</strong> - <a href="http://www.mastitalia.org/" target="_blank">http://www.mastitalia.org/</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La gestione dell&#8217;asciutta</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 13:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La gestione dell’asciutta: influenza sulla biologia e sull’immunità della mammella Il periodo di asciutta è un momento fondamentale nella gestione delle bovine da latte. In passato la lunghezza ottimale era considerata di 8 settimane. Negli ultimi decenni è stato proposto da alcuni autori di  accorciare la durata del periodo di asciutta. Secondo altri questa fase [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La gestione dell’asciutta: influenza sulla biologia e sull’immunità della mammella</strong></p>
<p>Il periodo di asciutta è un momento fondamentale nella gestione delle bovine da latte. In passato la lunghezza ottimale era considerata di 8 settimane. Negli ultimi decenni è stato proposto da alcuni autori di  accorciare la durata del periodo di asciutta. Secondo altri questa fase della gestione delle bovine in lattazione sarebbe da eliminare completamente, attuando una lattazione continua. Queste valutazioni sono state fatte, spesso, considerando esclusivamente l’aspetto economico senza valutare la fisiologia della mammella.</p>
<p>Da molti studi, anche recenti, è emerso che le 8 settimane proposte in passato sono ancora oggi necessarie per le bovine ad alta produzione per garantire il mantenimento delle quantità prodotte anche nelle lattazioni successive alla prima. Questi due mesi sono necessari per sostituire le cellule mammarie senescenti, naturalmente caratterizzate da una minore capacità secretoria e, quindi, per massimizzare la produzione di latte. E’da sottolineare però che, secondo alcuni autori, la riduzione delle produzioni è rappresentata da una quantità trascurabile di latte.</p>
<p>Durante l’asciutta si possono osservare delle modificazione nello stato energetico e nutrizionale  e sullo stato ormonale per cui è possibile ipotizzare un’influenza di questa fase anche sulla risposta alle infezioni intramammarie. L’aumento dell’incidenza di nuove infezioni si verifica soprattutto nella prima parte (messa in asciutta) e nell’ultima parte (colostrogenesi) del periodo di asciutta. Accorciare o addirittura eliminare il periodo di asciutta potrebbe minimizzare o eliminare l’impatto dell’accumulo di latte in mammella durante l’asciutta, fenomeno che facilita nuove infezioni per l’accumulo di caseina. Con la riduzione del periodo di asciutta si potrebbe ridurre l’immunodeficienza caratteristica del periparto della bovina legata alla riduzione dell’efficacia della lattoferrina e dell’attività fagocitaria dei polimorfonucleati. Per contro però, una lattazione continua comporta una riduzione della qualità del colostro  in quanto la colostrogenesi non è sufficiente per l’accumulo di gammaglobuline in mammella. Anche per motivi gestionali il momento dell’asciutta è fondamentale per il trattamento delle infezioni intramammarie, i principi attivi possono essere iniettati in mammella e permanere in loco per un tempo sufficiente alla completa guarigione del quarto.</p>
<p>Eliminare o accorciare l’asciutta ha poi effetti sullo stato energetico della bovina nel periparto attraverso la riduzione della frequenza dei cambiamenti nella dieta e poiché facilita l’utilizzo di una dieta ad alto livello energetico al termine della gestazione.</p>
<p>Concludendo la durata del periodo dell’asciutta rappresenta una variabile estremamente importante nella gestione di un allevamento di bovine da latte. Non è possibile stabilire una lunghezza standard di questa fase anche se possiamo stabilire che una sua completa eliminazione non è compatibile con la fisiologia della ghiandola mammaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>M.Mazzilli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia: Pezeski A., Capuco A.V., De Spiegeleer B., Peelman L., Stevens M., Collier R.J., Burvenich C. An integrated view on how the management of the dry period length of lactating cows could affect mammary biology and defence- Journal of Animal Physiology and Animal Nutrition 2010 (1-24)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Da Mastitis Council Italia</strong> - <a href="http://www.mastitalia.org/" target="_blank">http://www.mastitalia.org/</a></em></p>
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		<title>Efficacia dei vaccini contro S.aureus</title>
		<link>http://www.agriok.it/magazine/2011/11/efficacia-dei-vaccini-contro-s-aureus/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 13:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mastite bovina è la causa principale di perdita economica a livello mondiale  per i produttori di latte e Staphylococcus  aureus è l&#8217;agente il più delle volte isolato. Spesso il trattamento non è efficace (capacità di S.aureus di creare il biofilm, di sopravvivere nei macrofagi e nelle cellule epiteliali) e, per tanto, il mondo scientifico ha proposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mastite bovina è la causa principale di perdita economica a livello mondiale  per i produttori di latte e <em>Staphylococcus  aureus</em> è l&#8217;agente il più delle volte isolato. Spesso il trattamento non è efficace (capacità di <em>S.aureus</em> di creare il biofilm, di sopravvivere nei macrofagi e nelle cellule epiteliali) e, per tanto, il mondo scientifico ha proposto possibili vaccini attivi contro questo microrganismo.</p>
<p>Riportiamo i dati di una review elaborata da Pereira e collaboratori con lo scopo di valutare l&#8217;efficacia dei vaccini ad oggi testati  per mastite bovina causata da <em>S.aureus</em> e di suggerire  protocolli vaccinali in base ai risultati ottenuti nei lavori sperimentali pregressi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello studio sono stati considerati soli i lavori in cui i vaccini venivano testati <em>in vivo</em> sulle bovine e sono stati presi in considerazione il disegno sperimentale, la qualità metodologica, il tipo di vaccino ed i risultati degli studi. Il numero di animali testati in ogni lavoro era molto ridotto, dato che può in parte compromettere la riproducibilità dei dati.</p>
<p>Sono stati analizzati 24 lavori scientifici,  i vaccini testati erano costituiti dal tossoide, DNA ricombinante e/o  dalla sola proteina ricombinante, batteri inattivati o batteri vivi (attenuati o non virulenti) con differenti tipi di adiuvanti. In uno studio è stata utilizzata un’infusione di lipopolisaccaridi (LPS) da <em>E. coli </em> per stimolare la risposta immunitaria locale e impedire l’adesione e l’invasione di <em>S. aureus</em>.</p>
<p>Fino ad un decennio fa  lo scopo dell&#8217;uso dei vaccini contro la mastite da <em>S.aureus</em> era ridurre la gravità della manifestazione clinica, poiché la maggior parte dei vaccini non era in grado di evitare nuove infezioni. Attualmente, con l’introduzione di nuove tecnologie, l&#8217;obiettivo principale è di ottenere il più alto grado di protezione dalle nuove infezioni. Vengono considerati efficaci vaccini in grado di proteggere il 50% dei quarti mammari trattati. In alcuni lavori analizzati, il tasso di protezione è arrivato al 70% dei quarti trattati.</p>
<p>Oltre all’immunogenicità naturale dell&#8217;antigene, l&#8217;efficacia dei vaccini contro la mastite può anche essere determinata dall&#8217;adiuvante. L’ uso di polimicrosfere (DL-lactide-co-glycolide) come adiuvante, ad esempio, comporta una maggior titolazione dell&#8217;anticorpo e una attività fagocitica più duratura rispetto al sono l&#8217;adiuvante incompleto di Freund. Gli adiuvanti generalmente utilizzati nei vaccini sono l&#8217;adiuvante incompleto di Freund e l’idrossido di alluminio. Tuttavia, è stato dimostrato che una batterina è capace di stimolare la risposta specifica dell&#8217;anticorpo con o senza un adiuvante.</p>
<p>Alcuni studi hanno sfruttato infezioni naturali, fornendo informazioni importanti,  poiché consentono la sperimentazione su gruppi di animali cospicui e in aziende diverse, con prevalenze diverse e ceppi di <em>S.aureus</em> differenti. In questi tipi di sperimentazione, per contro,  la guarigione spontanea può interferire nella valutazione dell&#8217;effetto protettivo del vaccino. Quest’ultima può variare con l’età dell’animale, della sua genetica e dello stato immunitario. Va sottolineato che nessuno degli studi finora prodotti soddisfaceva completamente i criteri per una corretta sperimentazione in campo che comprenda la randomizzazione dei trattamenti e lo svolgimento in doppio cieco per evitare confondimento nella valutazione dei risultati clinici sia in caso di infezioni indotte che naturali.</p>
<p>La ricerca effettuata ha dimostrato che  i vaccini che impiegano le nuove tecnologie (DNA e/o vaccini ricombinanti) ed alcuni che prevedono l’utilizzo di tossoidi consentono di ottenere i risultati migliori. Le nuove tecnologie, infatti, permettono di stimolare immunità contro le principali proteine del microrganismo, implicate nell’adesione e nell’invasione batterica, comuni a tutti i ceppi di <em>S .aureus</em>. Nel caso dell’utilizzo di batterine, i risultati migliori sono ottenibili utilizzando in contemporanea più ceppi batterici proprio per indurre immunità più ampia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vista l&#8217;ampia varietà di vaccini per S.aureus e di studi con i risultati diversi, comunque,  ad oggi non vi è  consenso su un unico protocollo vaccinale che sia in grado di fornire un&#8217;efficace protezione.</p>
<p>M.Mazzilli</p>
<p>Bibliografia: U. P. Pereira, D. G. S. Oliveira; L. R. Mesquita, G. M. Costa, L. J. Pereira (2010) EFFICACY OF <em>Staphylococcus aureus </em>VACCINES F OR BOVINE MASTITES:A SYSTEMATIC REVIEW. Veterinary Microbiology doi:10.1016/j.vetmic.2010.10.003</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Da Mastitis Council Italia</strong> - <a href="http://www.mastitalia.org/" target="_blank">http://www.mastitalia.org/</a></em></p>
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		<title>Prevalenza, incidenza e fattori di rischio delle mastiti nelle manze</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 13:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunemente le manze come le vitelle e le primipare sono considerati animali non interessati dal problema della mastite. I microrganismi contagiosi sono trasmessi principalmente durante la mungitura e, inoltre, quest’ultima può compromettere la chiusura dell’orifizio del capezzolo così da facilitare l’insorgere di mastiti  da microrganismi ambientali. Vista l’assenza di mungitura le manze non dovrebbero andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunemente le manze come le vitelle e le primipare sono considerati animali non interessati dal problema della mastite. I microrganismi contagiosi sono trasmessi principalmente durante la mungitura e, inoltre, quest’ultima può compromettere la chiusura dell’orifizio del capezzolo così da facilitare l’insorgere di mastiti  da microrganismi ambientali. Vista l’assenza di mungitura le manze non dovrebbero andare incontro ad infezioni intramammarie. Nella realtà esse sviluppano mastiti sia nel periodo preparto che nel periparto anche se con una prevalenza minore rispetto alle pluripare. Solitamente i microrganismi che causano mastite nelle manze sono i medesimi che causano problemi nelle pluripare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le mastiti subcliniche nelle manze</p>
<p>La prevalenza delle infezioni intramammarie varia da 28.9 al 74.6% nel preparto e dal 12.3 al 45.5% al parto. Per ciò che concerne le mastiti subcliniche gli agenti che in alcuni lavori vengono riportati come più comunemente isolati sono gli stafilococchi coaugulasi negativi (CNS) seguiti dagli stafilococchi coaugulasi positivi (CPS). In alcuni studi, invece, i microrganismi con una prevalenza maggiore sono i patogeni ambientali. Per determinare una mastite subclinica viene comunemente utilizzata la soglia delle 200.000 cellule/ml. Inoltre, è stato riscontrato che le manze che presentano una conta cellulare minore alle 200.000 cellule/ml avranno anche un minore tenore cellulare durante tutta la lattazione a dimostrazione del fatto che una mastite subclinica nel periparto di una manza può compromettere il tenore cellulare di tutta la lattazione successiva. Per contro, manze con una conta cellulare ad inizio lattazione molto bassa sono meno a rischio per lo sviluppo di mastiti subcliniche durante tutta la lattazione successiva.</p>
<p>I fattori di rischio per lo sviluppo di mastiti subcliniche nelle manze sono:</p>
<p>1) l’aumento di somministrazione di concentrato nelle manze a 11-16 mesi di età</p>
<p>2) lo spostamento in un ambiente di piccole dimensioni il giorno del parto (maggiore sarà il tempo a diposizione per l’adattamento al nuovo ambiente, minore sarà lo stress per la bovine);</p>
<p>3) la percentuale di bovine presenti in azienda affette da mastite;</p>
<p>4) l’uso di misure di  costrizione durante la mungitura.</p>
<p>Sono inoltre fattori di rischio: la stagione (SCC maggiore in estate), la localizzazione dell’azienda (in parte legato al clima), e il trimestre di gravidanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le mastiti cliniche nelle manze</p>
<p>Per ciò che concerne le mastiti cliniche, queste vengono comunemente denominate con il termine “summer mastitis syndrome”, indicando una mastite acuta, suppurativa, che colpisce animali non in lattazione (sia animali in asciutta che manze). I microrganismi comunemente isolati in questa sindrome sono: A<em>.pyogenes, P. indolicus, S. dysgalactiae, F. necrophorum </em>e<em> B. melaninogenicus</em>. Questa sindrome ha una prevalenza maggiore nei paesi del nord Europa (Gran Bretagna in particolare).</p>
<p>Più in generale, tra le cause di mastiti cliniche in due lavori è riportato che i CNS sono i principali responsabili, mentre in altri lavoro vengono citati i CPS o gli streptococchi ambientali. I CNS sono considerati batteri opportunisti, ma la loro presenza nella mammella comporta una imponente leucocitosi associata a danno del parenchima mammario.</p>
<p>E’ risultato che le manze sono maggiormente a rischio durante il periparto: più della metà degli animali sviluppa mastite tra 7 e 30 giorni post parto. Inoltre, fattori di rischio per lo sviluppo di mastiti cliniche nelle manze sono: la dieta, fattori legati alla ghiandola mammaria (come edema o scarsa produzione di latte) e fattori legati a cambiamenti nella gestione aziendale e all’introduzione delle manze in azienda, fattori soggettivi (come parto distocico, bassi livelli di IgG1 nel sangue, conta dei leucociti ematici maggiore ai 7.2 milioni/ml, una percentuale di eosinofili maggiore del 4%).</p>
<p>E’ essenziale specificare che la gestione aziendale può avere un notevole impatto sul controllo di queste patologie preparto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>M.Mazzilli</p>
<p>Bibliografia: Fox L.K. (2009)- Prevalence, incidence and risk factors of heifer mastitis &#8211; Veterinary Microbiology 134: 82-88</p>
<p><em><strong>Da Mastitis Council Italia</strong> - <a href="http://www.mastitalia.org/" target="_blank">http://www.mastitalia.org/</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Infezioni mammarie nel primo mese di lattazione nelle manze</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 13:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FilieraAQ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli stafilococchi coaugulasi negativi (CNS)  come S. chromogenes , S. hycus, S. simulans e S. epidermidis sono la principale causa di infezione intramammmaria nelle manze durante il periparto. Altra causa di infezione intramammaria nei giovani animali è S.aureus che deve essere considerato non per la sua prevalenza quanto per la caratteristica contagiosità e per la capacità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli stafilococchi coaugulasi negativi (CNS)  come <em>S. chromogenes , S. hycus, S. simulans e S. epidermidis</em> sono la principale causa di infezione intramammmaria nelle manze durante il periparto.</p>
<p>Altra causa di infezione intramammaria nei giovani animali è <em>S.aureus</em> che deve essere considerato non per la sua prevalenza quanto per la caratteristica contagiosità e per la capacità di persistere durante la lattazione grazie alla possibilità di invasione delle cellule epiteliali eludendo, così il sistema immunitario della mammella. Molto più raramente le cause di infezione sono rappresentate da streptococchi ambientali o da coliformi. Secondo alcuni autori la presenza di infezioni intramammarie può interferire con un pieno sviluppo della ghiandola mammaria condizionando così la produzione di latte non solo per la prima lattazione bensì per tutta la carriera produttiva della bovina. La presenza di infezione all’inizio della lattazione potrebbe, inoltre,  aumentare il rischio di macellazione precoce delle bovine.</p>
<p>Nel lavoro preso in considerazione sono state analizzate 1691 bovine frisone. Nei 30 giorni dopo il parto  il 24,5% degli animali analizzati presentava un’infezione intrammammaria. Tra queste il 5,3 % è risultata positiva per <em>S.aureus</em>, il 9,9 % è risultata positiva per CNS, il 9% ha presentato batteriologia negativa, il 2,4% è risultata positiva per Streptococchi mentre il 2,4% è risultata infetta da <em>Corynebacterium spp.</em> I microrganismi più raramente isolati sono risultati i Gram negativi, isolati solo nell’1% dei casi.</p>
<p>Per ciò che concerne la correlazione tra positività batteriologica e conta cellulare la media geometrica dei diversi gruppi, positivi per <em>S.aureus</em>, positivi per CNS o negativi alla batteriologia è risultata di, rispettivamente,  185,578, 106,396 e 45,189 cellule/ml. L’analisi statistica dei dati ha dimostrato che le bovine positive per <em>S.aureus</em> o per CNS presentavano una conta cellulare media significativamente più elevata degli animali con batteriologia negativa durante tutta la lattazione.</p>
<p>Per i tre gruppi : positivi per <em>S.aureus</em> , per CNS e negativi, è stata stimata la produzione di latte media pari a 28.0, 28.8 e 28.2 rispettivamente. Dall’analisi statistica effettuata nel lavoro non è risultato che la presenza di infezione intramammaria incida sulla produzione lattea, se i dati vengono paragonati con bovine con batteriologia negativa. Questo dato, non atteso, potrebbe essere legato al fatto che le infezioni riscontrate non fossero gravi o che colpissero solo un quarto per animale. Inoltre potrebbero essere stati mascherati casi di infezione poiché i campioni prelevati erano campioni di pool e non di singolo quarto e sono stati prelevati singolarmente. Infine <em>S.aureus</em> come noto, ha un’escrezione intermittente, quindi alcuni risultati potrebbero risultare falsi negativi alla batteriologia.</p>
<p>Di tutte le bovine analizzate, 21 sono state macellate. Di queste 6 erano state riscontrate positive per <em>S.aureus</em>, 10 avevano positività per CNS e 5 provenivano dal gruppo degli animali con batteriologia negativa. Dall’analisi statistica non è risultata nessuna correlazione tra infezione intramammaria nelle manze e macellazione durante la prima lattazione.</p>
<p>Concludendo una diagnosi microbiologica di mastite da <em>S.aureus</em> o da CNS nel primo mese di lattazione in frisone primipare può essere correlata ad un aumento di contenuto cellulare del latte negli animali non solo nel primo mese di lattazione ma durante l’intero periodo produttivo. La positività microbiologica, per contro, nel lavoro descritto, non compromette la produzione lattea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>M.Mazzilli</p>
<p>Bibliografia: Paradis M.E., Bouchard E., Scholl D.T., Miglior F., Roy J.P. (2010) Effect of nonclinical <em>Staphylococcus aureus</em> or coaugulase-negative staphylococci intramammary infection during the first month of lactation on somatic cell count and milk yield in heifers – Journal of Dairy Science 93(7):2989-2997</p>
<p><em><strong>Da Mastitis Council Italia</strong> - <a href="http://www.mastitalia.org/" target="_blank">http://www.mastitalia.org/</a></em></p>
]]></content:encoded>
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